Nel Nulla alla Ricerca dell'Io
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Un Libro che ci porta a riflettere sul nostro inizio e sulla nostra fine. Ad ogni passaggio ci viene chiesto di guardare dentro di noi e di riconoscere ciò che abbiamo trovato, indipendentemente da ciò che volevamo trovare.
Quando ho iniziato a leggere “Nel Nulla, alla Ricerca dell’Io - Colloqui dell’Io interiore alla Scoperta del Sé, ho pensato che avrei letto qualcosa di un po’ più tradizionale. Tuttavia, nell’immergermi più a fondo nel testo, ho capito di essermi completamente sbagliato.
Molte opere cercano di dare voce a ciò che è inanimato attraverso una personificazione che può causare dei problemi. Nel personificare le cose, si introduce in esse molta della nostra umanità, facendo andare invariabilmente persa, nella trasformazione, una parte del loro vero sé.
“Nel Nulla, alla Ricerca dell’Io” riesce a evitare questo errore, perché non cerca semplicemente di illustrare ciò che accade alle cose attraverso la loro personificazione. Piuttosto, in modo estremamente profondo, vi porta non tanto nella mente delle cose, quanto nel loro vero stato d’essere.
Leggendo questo scritto, non si vede semplicemente attraverso gli occhi di altri; li si sente, si sperimenta il loro senso dell’essere. La loro energia, la loro anima e il loro posto nell’universo vi riempiono con un forte senso di appartenenza, e non soltanto ciò che leggete vi permette di sentire il loro posto e il loro spirito, ma di scoprire il loro scopo e - se glielo permettete - anche il vostro, mentre fluisce e scorre fino a farvi diventare parte del ritmo della loro esistenza.
Tonganoxie, Kansas (USA), 21 marzo, 2010
Brant Watson
“Nel Nulla, alla Ricerca dell’Io - Colloqui dell’Io interiore alla Scoperta del Sé” ci porta a riflettere sul nostro inizio e sulla nostra fine. Ad ogni passaggio ci viene chiesto di guardare dentro di noi e di riconoscere ciò che abbiamo trovato, indipendentemente da ciò che volevamo trovare. L’Autrice di “Nel Nulla, alla Ricerca dell’Io” sembra toccare vari filoni che hanno influenzato molti grandi scrittori del passato, incluso Yeats nella sue gyres of history (spirali della storia). Questi filoni - l’inconscio collettivo e la coscienza individuale, mortalità e moralità, l’inizio e la fine - ispirano tutti grandi domande e ogni lettore se ne pone una serie propria e unica. E queste domande, che alcuni considerino inutili e senza risposta, inutili non lo sono affatto. Sono infatti necessarie allo spirito o all’essenza dell’uomo. La curiosità è soltanto una parte di ciò che ci rende umani e non dovremmo rifuggirla.
Il primo passaggio e via via quelli centrali, danno la sensazione di come ognuno e ogni cosa sulla terra (persino la terra stessa) sia in connessione, o addirittura, simile nella diversità. Come dice nell’ultimo risveglio, “Nel buio, nel silenzio, nel nulla, un pianeta è come un seme, un animale è come una montagna, un uomo è come una donna”, questo verso mi ha immediatamente ricordato la poesia di Wallace Stevens dal titolo Thirteen Ways of Looking at a Blackbird (Tredici Modi di Guardare un Merlo). In questa poesia, Stevens presenta tredici brevi immagini simili ad haiku che, a dispetto della loro superficiale semplicità, trattano invece domande grandi quanto l’universo e piccole quanto un atomo. Il passaggio della poesia di cui mi sono ricordato è nella quarta sezione:
“Un uomo e una donna
Sono uno.
Un uomo e una donna e un merlo
Sono uno.”
A differenza di Stevens, tuttavia, la Arrigoni articola più a fondo questo processo. Prima, vediamo le relazioni tra vari soggetti; alcuni inanimati e tuttavia tutti senzienti. Poi, veniamo portati via da questo buio stato quasi di oblio e lanciati all’interno di una mente diversa. Questa mente sembra avere confini definiti eppure invisibili. Attraverso i successivi passaggi dei “risvegli”, ci viene aperto uno spiraglio sulla consapevolezza, così come nasce nell’essere. Questa parte vi lascerà pieni di cose da dire e tuttavia senza parole. Vi farà venir voglia di vedere tanta gente in un una città affollata e allo stesso tempo di essere completamente da soli nella natura selvaggia. Questo è il dono che vi farà “Nel Nulla, alla Ricerca dell’Io.
Tampa, Florida (USA), 23 marzo, 2010
Daniel Pineyro |